recensione su “beat bop a luna” “Il Limite” http://www.beatbopalula.it/musica-underground-emergenti-band/articolo.asp?articolo=3433

Sur
Il limite
Sidecar records, 2010
Autore Claudio Colombis
(del 26/02/2010 alle 07:00:00)
Un buon bicchiere di vino rosso, un soggiorno con la porta della finestra che butta direttamente sulla spiaggia, un tramonto che tocca tutte le tonalità dal giallo a rosso e una buona conversazione sembrano essere gli ingredienti di una fantasia che può sprigionare un disco come Il limite. Sur è il nome della formazione eterogenea di cinque musicisti dal curriculum invidiabile che collaborano a questo disco seducente e intimo, certamente contaminato dall’esperienza di ogni singolo componente (Eloisa Atti, Francesco Giampaoli, Marco Bovi, Maurizio Piancastelli, Roberto Rossi). L’inizio è avvolgente: Il limite che evidenzia le caratteristiche della canzone classica italiana d’autore, la voce di Eloisa Atti è una ventata di freschezza in Le tue mani, che vede l’accompagnamento di un bellissimo arpeggio colorato e raccontato dalle mani di Marco Bovi. Con una delicatezza sorprendente si continua in questo viaggio tramite il volo di un Colibrì, convincendoci del fatto che questo disco sia sicuramente più emozionante se ascoltato in camera, concentrandoci magari su ciò che ogni vibrazione degli strumenti ti porta ad associare un’immagine o un gesto. Lontano, ci accarezza con una delicatezza unica che vede l’apporto fondamentale di Francesco Giampaoli (micromoog/banjochitarra) fino a farci immergere nel brano Cavallino di vetro, pezzocolmo di accordi particolari e piazzati per solleticare l’orecchio a chi è abituato ad arrangiamenti punti forza di una canzone popolare. Un genere curioso, testi italiani, che si mescolano a melodie sospese tra jazz, fado portoghese e contaminazioni brasiliane, rendono questo disco una caramella da assaporare con calma. La canzone più ricca d’interventi è Pelle che sviscera anche la parte più jazz di questo album va a chiudere insieme alla stupenda Lagrima il lavoro degli artisti chiamati in causa.

Un disco lento, seducente che francamente ci lascia spiazzati per come ci conquista in ogni sua canzone, con emozioni ed evocazioni di immagini diverse passando per i sentimenti e toccando la natura portando come un dono la bellezza nelle melodie e nei testi. Da sentire e poi risentire…assolutamente!

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