PANAEMILIANA

BIOGRAFIA

I Panaemiliana nascono nell’autunno del 2017 dall’incontro di due chitarristi attivi nella scena jazz bolognese e italiana, Davide Angelica e Paolo Prosperini, i quali, sebbene musicalmente diversi, trovano subito la sintonia divenendo complementari. La formazione si consolida poco dopo con l’arrivo di Manuel Franco alle percussioni e Filippo Cassanelli al contrabbasso e nel 2018 il gruppo si allarga ulteriormente con l’arrivo di Danilo Mineo alle percussioni. Il nome rende omaggio alla celebre Pana-Americana, la strada che attraversa l’intero continente americano collegando l’Alaska con il Cile. In modo analogo, la band compie viaggi che esplorano diverse tradizioni musicali accostando con disinvoltura il son cubano al valzer musette, il jazz alla musica folk italiana ed europea, facendo confluire il tutto in composizioni originali dotate di un forte connotato descrittivo. Il primo lavoro discografico del quintetto, infatti, nasce da una ricerca stilistica che porta all’incontro tra il contrappunto di Bach e la musica afro-cubana mescolati con il walzer italiano e quello francese. Ne vengono fuori 10 tracce contenute nell’omonimo album d’esordio, in uscita per l’etichetta discografica Brutture Moderne il 4 maggio 2020.

Panaemiliana sono Paolo Prosperini – chitarra elettrica, classica, acustica; Davide Angelica – chitarra elettrica, chitarra classica; Filippo Cassanelli – contrabbasso; Manuel Franco – percussioni; Danilo Mineo – percussioni.

Panaemiliana è il debutto discografico dell’omonima band bolognese, in uscita il 4 maggio 2020 per Brutture Moderne, registrato e mixato da Andrea Scardovi presso Duna Studio (Russi, Ravenna) con il mastering di Giovanni Versari. Un lavoro originale, che sfida i confini di genere, partendo dall’afro cubano e arrivando fino alla musica colta: dieci tracce differenti tra loro ma tutte attraversate da quella che la band ama chiamare panaemilianità, concetto che si ispira alla Panamericana, la via che si estende dall’Alaska fino all’America Latina collegando geograficamente popoli, climi, sistemi ecologici e tradizioni differenti. Allo stesso modo la band cerca di realizzare, attraverso la sua musica, questa connessione tra sonorità e ispirazioni culturali eterogenee. Un gruppo in continua evoluzione sonora, sempre alla ricerca di spunti nuovi e imprevedibili sintetizzati in un sound carnale e intenso: si va dalle struggenti canzoni d’amore (quello presente e quello passato – come Francesca o Requiem F433, Famolo Strano) a cavalcate latin-jazz con episodi cameristici di Santa Sangre, Tredici, Panaemiliana fino ad arrivare a momenti di sperimentazione (Pernaco) o di rielaborazione di grandi classici (Indifference). L’inizio e la fine del disco (Orgas Mambo, Orgas Mambo Reprise) si aprono ad incursioni elettriche che i cinque musicisti stanno apprezzando particolarmente nell’ultimo periodo. Panaemiliana è un viaggio tra Bologna e le madonne dei pilastrini rubate lungo la Via

Emilia. Racconta la visione di questa terra rosso sbiadita, piena di storie dimenticate e di atmosfere

sottovalutate, bagnata da una nebbia perenne che sparisce bruciata da estati improvvise. La musica guida

questo viaggio di giorno e di notte, senza parole ma fatto solo di impressioni e nessuna risposta. Bologna,

l’Emilia e l’Italia sono un crocevia di culture e tradizioni, Panaemiliana è la strada che lo attraversa.

Il primo disco dei Panaemiliana è la sintesi di tre anni di lavoro trascorsi fra prove, concerti, incomprensioni e confronti durante i quali abbiamo cercato il modo per raccontare un nostro viaggio e una nostra storia.Ragionando su come farlo, ci siamo ritrovati difronte ad un mappamondo di suoni, intimoriti dalle direzioni da prendere e dalle trappole dell’esterofilia musicale che dà facilmente buoni spunti ma altrettanto facilmente ti fa perdere direzione. Abbiamo così deciso di iniziare da dove eravamo, dall’Emilia-Romagna e così, seguendo la nostra Panaemiliana (vedi Panamericana), abbiamo tratto spunto dalle melodie all’italiana, dai valzer e dalle canzoni, per arrivare inevitabilmente a contaminarle con ciò che abbiamo assimilato durante i nostri percorsi musicali: son cubano, jazz, musica classica.

E’ un disco nato nella bassa, dalle nebbie di ogni tipo all’interno del quale ognuno di noi ha portato una propria storia nascondendola dietro qualche nota.

ALBUM

VIDEO

DARMA - LE MIE CANZONI

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© 2018 Brutture Moderne

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